#PILLOLE LETTERARIE

30 agosto 2013

SCORCIO di fine estate. 
Da qualche giorno il mio gatto ha preso a dormire su una poltroncina vicina al mio letto che non si era mai filato da che vive con me, tre anni. Per tutta l'estate, ha dormito su una poltrona sul terrazzo, come sempre. Il gatto è l'animale più abitudinario che ci sia. Come l'uomo in fondo. L'aria, con l'odore di erba secca dell'estate, da qualche giorno è un pò più rarefatta e ha preso ad avere un odore più fresco, di erba umida, soprattutto al mattino. Dopo lo stordimento del solleone che giocoforza, se proprio non ci impedisce, rallenta la forza dei nostri pensieri, rendendoli molli come il caldo afoso riesce a fare. E più svogliati. L'autunno ci impone un cambio di marcia. Ci sollecita a cercare nuove forme, nuovi equilibri, nuovi modi di "stare". Il cambiamento è faticoso, come il ritorno alla quotidianità e alla routine, dopo la vaghezza dell'estate, ma necessario. Come necessario trovare nuove forme al nostro "stare", per non soccombere alle abitudini. E quando non sono le stagioni a ricordarcelo (o il gatto) ci sono altre sollecitazioni a chiedercelo. Ma è questa dinamicità il bello e la fatica delle stagioni della vita
 

28 Gennaio 2015

RALLENTARE IL TEMPO

Ho voglia di rallentare il tempo, ho voglia di giorni in bianco e nero
non ho voglia di correre
correre sempre, ma verso cosa?
Ho voglia di fare l'amore
ho voglia di passare un' intera giornata a letto ad accarezzare un corpo che mi ama.

Ho voglia di rallentare il passo, di tornare a scrivere,

di dormire insieme a qualcuno che non desideravo più.

Le giornate qui sono grigie.

Ho dovuto procurarmi un pò di piacere,

tanto per non morire

per sentirmi ancora

ancora

ancora.

10 Gennaio 2015

INEVITABILE DESTINO

Andiamo incontro all'inevitabile destino sorridendo

tanto più che quanto di tragico ci accomuna

ci allontana

Persi nell'inconfutabile dell'esistenza

portiamo avanti i nostri giorni nel miglior modo

che ci riesca possibile

per non dover

soccombere alla disperazione

che da sempre accompagna

l'esistenza

17 Agosto 2014

VIAGGIO NEL TEMPO. La Passione.

Sono stata bambina, ragazza, poi donna ma sempre le mie scelte sono state guidate  dalla passione. Avrei voluto, alcune volte, bruciarla quella passione, bruciarla insieme al fuoco che avevo dentro, avrei voluto, forse, avere più tecnica, essere  più raziocinante. Lo sono, un pò bisogna esserlo. MA è stata la passione il motore di tutto, Ho guidato di notte, sotto la pioggia battente, ho sbagliato strade, battuto sentieri sconosciuti e rischiosi, fuori dalle norme, dalle regole non scritte. A volte mi ha sfiancata, delusa, fatta piangere, la passione, spesso mi ha fatta ridere, incantare, volare. Volare talmente in alto che la discesa era poi dolorosa e mi ha fatto male. Ma rifarei, ripercorrerei tutte quelle strade, quei sentieri, giusti, sbagliati, sofferti, incompresi, incantati, vivi, alti, orgasmici. La rivivrei tutta quella passione. La rivivrei ancora, ancora, ancora, ancora, ancora, ancora.

30 LUGLIO 2013

TEMPORALE
Tuoni, lampi. Vento che fa  sbattere le finestre, che fa vibrare i vetri e anche l'anima:un temporale. Qualcosa di ancestrale che ci riporta all'essenza della natura. Quella natura che un tempo fu nostra. Quella natura che un tempo assecondavamo prima di cominciare ad aver paura.

28 Giugno 2014

SCRIVERE.

Di Scrivere non l'ho scelto, di aprire l'anima neppure. Mi ha preso per mano, era da molto che  bussava alla porta, inascoltata, la scrittura ti mette al riparo ma nello stesso tempo ti svela, è una contraddizione, ma  tutta la vita lo è. Alzo lo sguardo. Oggi è un giorno di festa, una madre mi ha detto , non piangere, tienti stretta la vita fino all'ultimo istante. Quando arriveranno i giorni tristi pensa a quanti belli ne hai avuti. E' un destino tragico il nostro ma basta un abbraccio  a farci scordare tutti i pianti, i giorni trascorsi ad aspettare... e ora  si fa festa e dopo si vedrà!!

12 Luglio 2014

IL DESIDERIO PROFONDO.

Non era chiaro ma tutti quei  giri solitari, apparentemente  senza scopo,  sensa senso, spinti da molta inquietudine, servivano a immagazzinare, a metabolizzare, a far crescere il desiderio profondo di raccontare, di raccontarsi. Ogni volta che dovevo andare, andavo! Senza sapere perchè.

E le porte si aprivano strada facendo.

Ma perchè  farsi spaventare dall'ignoto quando è l'ignoto a rivelarci chi siamo realmente.

12 Luglio 2014

TRACCE.

Finito il secondo romanzo è come essersi staccati da un pezzo di carne.

DEVO cominciare il terzo. Raccolgo qua e la appunti sparsi, storie di vita. Di vite. Ora seduta in un tavolino di una trattoria a trastevere a spiare i passanti, i turisti spaesati di fronte a tanta bellezza, ora su un isoletta in Grecia a vagare solitaria su un motorino a scrutare un orizzonte che mi desse qualche risposta... o nei luoghi della mia citta, protagonisti di stati d'animo sempre diversi ma in ogni città, in ogni isola, ad ogni tavolino,con un quadernetto nella borsetta. Spinta dal desiderio di fermare il tempo. Di metterlo a fuoco. Di coglierne l'essenza. Di lasciare qualche traccia. Di allontanarmi dal pensiero dell'esistenza. Dal tempo che scorre inesorabile.

21 Giugno 2014

OCCHI SEMICHIUSI.

Occhi semichiusi, desiderio profondo, anima in tempesta. Ora qui resta solo un momento, un secondo vissuto o forse solo sognato. Ma non è la stessa cosa? Chi può dire quanto siano profondi i sogni e quanto è vera la realtà...metto da parte e...continuo a sperare di catturare quell'attimo per sempre, trattenerlo e renderlo infinito, come quelle labbra.

31  Maggio 2014

Il tuo corpo nudo al sole.. L'Amore che promette e non mantiene.
Stanca di bugie, di frasi  non dette, di parole vuote che non significano nulla. Basta mentire, basta con la banalità delle idee, cerco da sempre una originalità, uno spazio dove il mondo dei sogni possa unirsi al mondo reale. L'amore che promette e non mantiene. La forma del desiderio che si fa scomposta e irrazionale. Il ricordo del tuo corpo nudo al sole. Immagine indelebile che il tempo non potrà mai cancellare. Regalandomi attimi di infinito....

6  Maggio 2014

Fuggire dal tempo

 

Camminare fa vedere il mondo un pò più normale e prende anche la voglia di scappare, senza sapere dove andare, andare, per sfuggire all'ineluttabile che la vita ci costringe ad affrontare. Torno, mi siedo, rifletto, mi hanno detto che così è la vita. Puoi anche fuggire ma il tempo, quello, non lo puoi fermare.

10 MARZO 2014

LA PAROLA AMORE 

La parola Amore non dovrebbe far paura, l' Amore può avere varie forme e sfaccettature.

L'Amore ti sorprende con la sua duttilità.

L'Amore non è mai uguale a se  stesso

e questo lo rende ogni volta unico e ogni volta fantastico

ed è bello sentirlo

non schematizzarlo ma lasciarlo volare e prendere le direzioni più inaspettate...tutto questo si chiama vita!

6 Aprile 2014

Domenica

 

Domenica, Dimanche, Sunday

Mi stropiccio nel letto,

guardo il mio gatto che mi osserva silenzioso

anche lui sa che è domenica

lo intuisce dal mio respiro

niete affanni oggi

solo respiro

trattengo questo momento

lo metto via

per i giorni più tristi

nella caducità della vita

 

 

24  MARZO 2014

QUI, ORA, OGGI

Prendimi adesso

QUI, ora, oggi.

Perchè domani sarà tardi

Perchè domani ci saremo

inabissati giù

nel buio profondo

E di noi rimarrà

solo l'eco del canto delle sirene

che oggi

ci sta portando

via

12 Aprile 2014

CORPI

 

Corpi.

Vicini, ma non si conoscono

Si toccano

ma non si conoscono

succhiano il mio seno

ma non lo conoscono

Carne.

dentro la carne

entra nella mia carne

fino a capirne il colore

fino a capirne il calore

la profondità

le ferite

le cicatrici

che ci sono

in questa carne

 

 

Ecco l'immagine che mi è stata segnalata evviva gli integralismi, trovo che sia bellisima questa immagine, anche tecnicamente credo sia stata fatta da un professionista. Ma qualcuno deve aver visto so INtegrale

28 Marzo 2016

EVVIVA GlI INTEGRALISTI

Ecco l'immagine sequestrata da fb ieri. Evviva gli integralismi. qualcuno ce l'ha con me. pazienza.Tra l'altro la trovo UN IMMAGINE bellisima, anche tecnicamente credo sia stata fatta da un professionista ma qualcuno deve averci visto solo un paio di tette.

13 Aprile 2014

L'isola  I Parte

 

Immersa nei miei pensieri non mi accorsi dell'uomo in piedi di fianco a me: "Signorina siamo arrivati. Vincenzo porta giù la valigia della Signorina". Aveva i capelli grigi, gli occhi azzurri e una divisa bianca. Sembrava uscito da un libro di favole. Interessato a incontrare il mio sguardo continuò: "Signorina non si è accorta che sono scesi tutti? Mi presento, sono il capitano della nave".

Proprio non mi ero accorta che col sudore della fronte per il caldo torrido e la folla accalcata sul traghetto, avevo conquistato l'isola. E l' uomo, di una gentilezza cui non ero più abituata, mi dava del Voi.  Usanza che persisteva sull'isola di Capri." Ho rischiato di tornare indietro con i passeggeri del viaggio di ritorno. Grazie per avermi avvisata". " Di dove siete Signorina, dall'accento mi sembrate di Milano, mi piacerebbe portarvi a fare un giro sull'isola " Ma io non ero in vena, avevo bisogno di un altra compagnia. Quella di me stessa, che avevo perso di vista per  troppo tempo...segue

21 Aprile 2014

L'isola. -II PARTE-

 


Mi guardai intorno, vedevo la terraferma. Ero arrivata. Dopo un viaggio estenuante, stanca ma felice. Partire, fuggire, affrontare il mare aperto e isolarmi per un pò era l'unica cosa che desideravo al mondo e mi sembrò un peccato non cogliere l'invito del capitano. Così gentile e premuroso. L'avessi incontrato in un altro momento. Forse. Chissà. Porte che si aprono e determinano il percorso. Sliding Doors. Se apri qui vai da una parte se apri di la vai da un altra. "Si segni il mio numero Signorina, se vi andrà di fare un giro vi porto a visitare l'isola". "Grazie. Lo segni lei  qui, su questo quaderno. Davide, che bel nome"  Ho ritrovato di recente quel quaderno...segue

25 Aprile 2014

L'isola. -III parte-


Dopo che  scrisse il numero sul mio quaderno lo salutai promettendogli che l'avrei chiamato. Scesi dalla nave e mi avviai col mio trolley rosso verso l'agenzia che mi avrebbe consegnato le chiavi di casa. A Capri sono ben organizzati e caricarono me e la mia valigia sulla macchinina eletttrica, evitandomi così di fare a piedi la salita, piuttosto impegnativa, nell'estate più calda dell'ultimo secolo, per arrivare nella casa col giardino di limoni. Attraversai il corridoio verde e giallo, da un lato la casa della proprietaria, dall'altro la mia.
La stanza era fresca, bianca, con affreschi e soffitto a volte, un letto a baldacchino sul quale ebbi l'impulso irrefrenabile di sdraiarmici subito sopra.  Ero entrata in una dimensione nuova, lontana dal ritmo frenetico e ansiogeno di Milano. In un secondo dimenticai tutto: la stanchezza, il caldo, i rumori. Tutto fuorchè il capitano della nave...segue

1 Maggio 2014

L'isola. -IV PARTE-


Il letto a baldacchino ha sempre esercitato  un effetto seducente su di me. Mi faceva immaginare di essere come una di quelle dame dell '800 che, fingendo di essere sprofondate nel sonno, facevano entrare il loro amante dalla finestra mentre tutti dormivano, compreso il marito nella camera accanto. Il mio capitano me lo immaginavo così.  "Sono il capitano della nave, Davide, ci siamo conosciuti oggi. Mi lasci entrare gentil Signora, ho una storia da racccontarle".

Io restavo immobile e ammutolita, indecisa se farlo entrare oppure no, ma lui con un tocco leggero continuava a bussare e con il tono della voce basso per non farsi sentire diceva: "Mi faccia entrare Signora, sono un uomo per bene, si fidi"

Se avesse continuato con quella voce suadente, che mi soffiava dentro, mi sarei  lasciata andare giù, mi sarei fatta trasportare via. L'avrei lasciato entrare e mi sarei aperta al suo desiderio. Ma non volevo.  Ci fu qualche minuto di silenzio, pensai fosse andato via ma poi  disse una parola magica che apriva le porte del mio castello, chiuso a chiave con tanti lucchetti. Decisi di aprirgli la finestra...segue

11  Maggio 2014

L'ISOLA -V PARTE
Mi svegliai si soprassalto, sudata, agitata. Non avevo nessuna intenzione di farmi distogliere dallo stato Zen in cui avevo deciso di immergermi. Ero arrivata sull'isola con l'intento di staccarmi dal mondo per un pò e come al solito un diavoletto veniva a stuzzicarmi nel sonno. La mattina dopo mi alzai di buon ora. L'isola ancora deserta. Alle sette di mattina in giro c'erano solo i fornitori dei ristoranti, dei bar, degli alberghi. Me ne andai in un ex convento non distante dal centro. Stranamente La Certosa di San Giacono era aperta. Il guardiano dormiva su una sediolina vicino all'ingresso. Lo svegliai, gli chiesi se potevo entrare. Mi disse si accomodi. Avete l'aria un pò triste Signorina. Non sarà anche lei giunta fino a qui per suicidarsi come fanno in tanti...segue

21  Maggio 2014

L'ISOLA - VI PARTE-

 

Il guardiano mi dice che teme che voglia  suicidarmi, aveva notato il mio sguardo triste e pare che l'isola di Capri sia il luogo dove c'è il maggior numero di suicidi in rapporto alla popolazione. Anche per gli strapiombi mozzafiato che  permettono di fare un bel volo dall'alto. Ma una Signora che passava da lì aggiunse:"Arrivano da fuori per suicidarsi qui e questo fa salire la nostra isola nel triste primato, persino dal Giappone arrivano" Io non ho nessuna intenzione di suicidarmi dico ad entrambi, tutt'altro. Sono continuamente incuriosita da ciò che mi accade intorno e infatti stava accadendo qualcosa anche in quel preciso momento. La Signora era elegante, in pantaloni  e camicia bianca di lino. Gli occhi chiari e luminosi. Lo sguardo profondo, penetrante, sentivo una vicinanza di idee e volli continuare a parlare con lei, la invitai a bere un caffè...segue

27 luglio 2014

L'ISOLA-VII PARTE.(Sirene)

Ci dirigemmo fuori dalla Certosa, il cameriere di uno dei pochi bar aperti si accingeva a mettere fuori i primi tavolini della giornata con gli occhi ancora assonnati non si era accorto di quanto la Signora fosse bella. Ci sedemmo a uno dei pochi tavolini con le sedie giù e la Signora che scoprì si chiamava Serena, ordinò due caffè. MI raccontò della sua fuga, molti anni prima, da Madrid, dove aveva sposato un nobile e avava avuto due figli ma il matrimonio non l'aveva resa felice e così decise di tornare sulla sua isola d'origine. Dopo mezz'ora e parecchi racconti, feci per pagare i caffè ma lei mi prese il polso e disse: faccio io. Ci alzammo dal tavolino e ci avviammo verso il viale che  avrebbe portato ognuna di noi  alle rispettive case. Ci salutammo con una stretta di mano ma dopo pochi passi lei tornò indietro, mi guardò fissa negli occhi e mi disse: seguimi, voglio portarti in un luogo magico, è una caletta che pochi conoscono, è abitato da sirene, bisogna passare da un sentiero scosceso verso il mare, ma la fatica merita, vedrai. Sirene? Questa è matta pensai ma la seguii come fossi stata ipnotizzata. 

Dopo un pò di graffi dovuti alle sterpaglie che avevamo dovuto attraversare e un pò di sabbia e terriccio sulle mani per il percorso fatto a quattro zampe arrivammo in una caletta di rocce che si infilavano dentro il mare formando in alcuni casi delle piccole grotte. Un gruppo di quattro donne mi venne incontro e senza dire nulla due di queste  mi presero per mano e mi portarono in acqua. Nuotammo insieme e sul fondale vidi...la loro coda. Non potevo crederci! Una volta fuori dall'acqua, la coda non c'era più, erano delle donne vere. Mi dissero seguici, Andammo dentro una grotta, mi fecero adagiare su un sofà appoggiato ad una roccia e  con olio di Aloe inziarono a massaggiarmi...segue.

7 Settembre  2014

L'iSOLA . -VIII Parte-

Dopo il massaggio all'essenza di Aloe, le sirene mi  lasciarono sull'amaca a riposare, Serena se ne era stata in disparte per tutto il tempo. Era rimasta in piedi, ad un angolo della grotta, ad osservare.

I miei sensi erano al galoppo, dovetti stare un pò in quella posizione, in silenzio, per ritornare alla realtà. Era stato come viaggiare in un altro tempo, in un altro spazio. Isolata dal mondo esterno. Avrei voluto non finisse mai. Serena mi prese di nuovo per mano, mi accompagnò all'uscita della grotta, risalimmo il sentiero di sabbia e sterpaglie e ci dirigemmo fuori, nella vita reale, lungo il viale che avrebbe riportata ognuna di noi alle ripettive dimore. " Ho voluto farti provare l'esperienza delle sirene, che è un emozione unica. Loro vivono lì, tra le grotte e il mare, ti possono regalare attimi indimenticabili, ma restano nel loro mondo onirico, così diverso dal nostro. Noi abbiamo bisogno non solo di emozioni forti  ma di tenerezza, di qualcuno che ci tenga la  mano di notte, che ci abbracci, che ci accarezzi al mattino, al risveglio. Quella tenerezza che mio marito non è stato in grado di darmi. Gli uomini sono diversi da noi, difficilemete piangono, difficilmente si mostrano. Sono lineari, lucidi, razionali e non piangono mai per amore. Le lacrime le nascondono, ma è così bello versare lacrime su un altro volto, lasciare che si mescolino a quelle di un altro. La vita è riso e pianto. Solo l'essere umano è in grado di provare entrambe le emozioni e se non le condividiamo che senso ha essere umani"?  Mi fece un cenno di saluto e si diresse verso il viale alberato. Rimasi lì, ammaliata dalle sue parole per qualche attimo e quando mi voltai lei non c'era più. Non sapevo neppure dove abitasse ma ero decisa a ritrovarla, a costo di setacciare tutta l'isola...segue

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